Come impedire che l’ eredità vada al coniuge separato

successione del coniuge
Scritto il 10 Agosto 2025 in Divorzio e Separazione

Una preoccupazione ricorrente che mi viene consegnata dai miei clienti è quella di riuscire ad impedire che l’eredità vada al coniuge separato.
E, infatti, la separazione legale tra marito e moglie non fa venir meno il diritto di ereditare dall’altro.
La ragione di ciò è che, benché separati, i coniugi rimangono coniugi; la separazione non elimina il vincolo matrimoniale.

L’addebito della separazione fa perdere il diritto all’eredità al coniuge separato 

Vi è una sola eccezione: se la separazione viene addebitata a uno o ad entrambi i coniugi, quello a cui carico è stato pronunciato l’addebito perde i diritti ereditari.
L’addebito, infatti, consiste in parole povere nell’attribuzione della responsabilità per avere causato la crisi coniugale che ha condotto alla separazione.
Per l’addebito ti rinvio a un altro articolo.
Come fare, allora, se si desidera risolutamente che il coniuge separato non si avvantaggi del patrimonio post mortem propriam (dopo la propria morte)?

Il divorzio impedisce che l’eredità vada al coniuge  

La soluzione più diretta è quella di divorziare. Un tempo occorreva aspettare tre anni prima di poter chiedere il divorzio. Oggi è tutto più veloce, tanto che il divorzio può essere chiesto anche insieme alla separazione. Tra la sentenza di separazione e la domanda di divorzio devono intercorrere per legge soltanto sei mesi.
E dunque, questa accelerazione è positiva anche per realizzare lo scopo di cui stiamo parlando, di impedire appunto che l’altro erediti.
Il divorzio scioglie il vincolo matrimoniale, e dunque, agli effetti successori, si diventa reciprocamente estranei.
Ma la soluzione del divorzio potrebbe venire esclusa per ragioni legate ai propri valori religiosi o per altre ragioni del tutto personali.

 

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E se si vuole evitare il divorzio? 

E allora la domanda diventa: si può impedire che l’altro erediti da me senza dover per forza divorziare?
La risposta è ‘ni’ nel senso che si può limitare ma non escludere del tutto che il coniuge separato erediti.
Lo strumento a cui ricorrere è quello del testamento.
È infatti possibile fare testamento indicando in esso, in modo chiaro, che il proprio marito o la propria moglie da cui si è separati, sia totalmente esclusa dalla propria successione. Ma questa clausola, per quanto esprima in modo inequivocabile la volontà del testatore, produce un effetto limitato.
E infatti, la legge riserva a favore del coniuge una quota sull’eredità. Questa quota si chiama legittima o quota di riserva.
Dunque, il coniuge che si vorrebbe diseredare erediterà comunque ma riceverà meno di quanto riceverebbe se non ci fosse il testamento.

L’assegno vitalizio

Se poi si tratta del coniuge a cui carico è stata addebitata la separazione, questi,  una volta aperta la successione dell’altro, può ottenere soltanto un assegno vitalizio.
L’assegno vitalizio però spetta soltanto se, al momento del decesso dell’altro coniuge, il sopravvissuto percepiva gli alimenti. Però attenzione, gli alimenti non sono l’assegno di mantenimento ed è molto molto raro trovare un coniuge separato che riceve gli alimenti. Pertanto, questa forma di assistenza post mortem in favore del coniuge cui sia stata addebitata la separazione trova scarsissima applicazione pratica.

Quote spettanti

Torniamo alla quota legittima o di riserva.
Essa è di entità diversa a seconda che vi siano o meno altri coeredi.
Così, se, una volta aperta la successione, per esempio, del marito, gli sopravvive soltanto la moglie, a questa spetta la metà del patrimonio.
In presenza di un solo figlio, allora spetta 1/3 a ciascuno.
Se con la moglie sopravvivono più figli, alla moglie spetta ¼ e ai figli insieme la metà.
Nei due casi, dunque, chi fa testamento può disporre liberamente di una parte soltanto del suo patrimonio.  rispettivamente per un 1/3 e 1/4 quest’ultima spetterebbe.

Ecco puoi vedere tutto schematizzato nella tabella seguente:

 

TESTAMENTO Quota di riserva per il coniuge Quota riservata ai figli
Solo coniuge ½
Coniuge e 1 figlio 1/3
Coniuge e più figli ¼ ½

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