A chi va la casa se i figli sono maggiorenni ?

Scritto il 29 Luglio 2025 in Casi separazione e divorzio

Oggi cerchiamo di capire a chi va la casa quando i figli sono maggiorenni.
Mi riferisco all’assegnazione della casa, non alla proprietà, beninteso! Quest’ultima rimane del legittimo proprietario.
Vediamo, dunque, quale può essere la sorte dell’assegnazione della casa coniugale quando i figli della coppia separata sono maggiorenni: Distinguiamo due situazioni.
Vedremo in primo luogo il caso in cui i figli siano già maggiorenni al tempo della separazione dei genitori. Passeremo, quindi, al caso in cui i figli diventino maggiorenni dopo la separazione dei genitori.
E rimani con me fino alla fine perchè vedremo anche una terza ipotesi, quella del figlio maggiorenne che diventa indipendente.

I caso: i figli sono già maggiorenni quando mamma e papà si separano 

Allora, se al momento della separazione i figli della coppia hanno già più di diciotto anni, il diritto di continuare ad abitare nella casa potrebbe spettare indifferentemente al padre o alla madre.
Infatti, tutto dipenderà dalla volontà del figlio.
Se questi deciderà di vivere con la madre, la madre avrà il diritto di rimanere a vivere nella casa; se, al contrario, il figlio deciderà di convivere con il padre, la casa dovrà essere assegnata a quest’ultimo.
La ragione di ciò sta nel fatto che la casa viene assegnata ad uno dei genitori nell’interesse esclusivo del figlio; e questo per garantire ai figli di poter continuare a vivere nel consueto ambiente di vita.
Due genitori saggi dovrebbero, pertanto, cercare di capire la volontà del figlio parlandogli direttamente e assecondando quindi detta volontà.
Ma se i genitori separandi non affrontano la questione a tu per tu con il figliolo oppure se questi non lascia trapelare il proprio desiderio, allora spetterà al giudice decidere
A tale scopo, il giudice convocherà il figlio per conoscerne la volontà in merito.

II caso: i figli diventano maggiorenni dopo la separazione dei genitori 

Passiamo all’ipotesi in cui il figlio compie i diciotto anni quando papà e mamma sono già separati.
Evidentemente, se la separazione risale a quando il figlio era un bambino, è più probabile che la casa sia stata assegnata alla madre.
E, allora, il compimento della maggiore età potrebbe non comportare alcun cambiamento nell’assegnazione della casa. Non è detto, infatti, che i due genitori intendano ridiscutere la questione.
Può succedere, d’altra parte, che il giovane manifesti il desiderio di convivere con l’altro genitore.

 

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Ecco, allora, che la questione andrà ridiscussa tra i coniugi separati e, in mancanza di accordo, spetterà al giudice decidere.
Comprendi, pertanto, che si potrebbe verificare un capovolgimento della situazione abitativa e la casa potrebbe essere assegnata al genitore che dovette trasferirsi altrove all’epoca della separazione.

III caso: i figli maggiorenni diventano indipendenti 

Bene, fin qui abbiamo ragionato sul presupposto che il figlio diventi maggiorenne, continuando, tuttavia, a dipendere economicamente dai genitori.
Ma che dire per il caso in cui il figlio maggiorenne decidesse di andare a vivere da solo, staccandosi così dal nucleo familiare originario?
E ugualmente, cosa succederebbe se il figlio, pur continuando a vivere nella casa familiare, diventasse economicamente indipendente, trovando un lavoro?
In tali casi, il genitore non assegnatario dell’abitazione, proprietario di essa, potrà chiedere la revoca dell’assegnazione della casa; in alternativa, egli potrà cercare di raggiungere un accordo con l’ex coniuge per ottenere la restituzione dell’immobile.
Se, poi, il genitore non assegnatario dell’abitazione fosse comproprietario di essa insieme all’ex, allora egli potrebbe chiedere e ottenere il pagamento, da parte dell’altro, di una indennità di occupazione della quota immobiliare propria.
L’alternativa sarebbe quella di procedere alla divisione dell’immobile, mediante vendita a terzi o, in mancanza di accordo, mediante una causa di divisione immobiliare. 

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