Adozione internazionale. E’ un vero via libera quello dichiarato dalla Corte Costituzionale per i single!
Fino al marzo 2025, la legge italiana ha imposto un divieto rigido: solo i coniugi sposati da almeno tre anni potevano chiedere l’idoneità per adottare un bambino straniero.
Chi era single, anche se perfettamente idoneo sotto il profilo umano ed economico, era automaticamente escluso. Non poteva nemmeno presentare domanda.
La Corte costituzionale, con la sentenza n. 33 depositata il 21 marzo 2025, cambia il quadro: quel divieto è incostituzionale.
Cosa ha deciso la Corte sull’adozione internazionale per i single?
La Corte ha stabilito che negare in modo assoluto ai single l’accesso all’adozione internazionale viola:
– l’articolo 2 della Costituzione, che tutela la dignità e l’autodeterminazione della persona;
– l’articolo 117, che impone allo Stato di rispettare la Convenzione europea dei diritti dell’uomo, in particolare l’articolo 8 (vita privata).
Tradotto: la scelta di diventare genitore fa parte della sfera più intima della persona e non può essere bloccata da un divieto automatico e indiscriminato.
Il cuore della decisione: l’interesse del minore
La Corte è chiarissima: al centro deve esserci il bambino, non lo schema familiare “tradizionale”.
I giudici ricordano che:
-la qualità genitoriale non dipende dallo stato civile;
– esistono già altre situazioni in cui la legge già affida minori a persone single (affido, adozione in casi particolari, continuità affettiva);
– in alcune vicende l’adozione da parte di un solo adulto è addirittura preferibile, perché permette di evitare interruzioni traumatiche nei legami del minore.
La Corte evidenzia anche un dato sociale importante: le domande di adozione sono in calo da anni, mentre molti minori restano senza una famiglia stabile. Limitare in modo rigido la platea degli adottanti finisce per danneggiare soprattutto i bambini.
Cosa cambia, in concreto?
La sentenza elimina l’ostacolo principale: da oggi le persone single residenti in Italia possono presentare domanda al Tribunale per i Minorenni per ottenere l’idoneità all’adozione internazionale.
Non significa che l’adozione sia automatica.
La Corte non “garantisce” un diritto a diventare genitori: quello che cambia è che il giudice potrà finalmente valutare il singolo caso, senza preclusioni automatiche.
D’ora in poi, il tribunale:
-deve esaminare la domanda della persona singola che aspira a diventare genitore
– valutare la sua stabilità, maturità e capacità genitoriale, come avviene per le coppie.
E per l’adozione nazionale?
La sentenza riguarda solo l’adozione internazionale, perché è su quel punto che il Tribunale di Firenze aveva sollevato la questione.
Tuttavia la Corte lascia intendere che una futura revisione dell’intero sistema non è esclusa: lo Stato dovrà garantire coerenza interna.
La palla ora passa al legislatore.
Perché questa decisione è così importante
È una svolta culturale e giuridica.
La Corte fotografa la realtà: le famiglie non sono più un modello unico, e ciò che conta davvero per un bambino è avere accanto un adulto stabile, affettuoso, responsabilmente presente.
La sentenza rassicura anche i tanti single che da anni coltivano il desiderio di adottare: non è “lo stato civile” a definire la capacità di crescere un figlio.
In sintesi
Il divieto assoluto per i single è incostituzionale
I single possono chiedere l’idoneità all’adozione internazionale.
Il giudice valuterà caso per caso, secondo l’interesse del minore.
È un passo avanti verso un sistema più equo, più moderno e più attento ai bisogni reali dei bambini.
Se sei interessato a capire quali erano le difficoltà per il single prima dell’intervento della Corte Costituzionale leggi questo articolo.

