Divorzio breve quando e come ricorrervi

guida al divorzio breve
Scritto il 18 Agosto 2020 in Divorzio e Separazione

Che cos’è il divorzio breve?

Il divorzio breve non è altro che un divorzio consensuale. Si tratta cioè di un divorzio che si conclude con un accordo tra i coniugi. Esso è possibile in Italia dal 2015 quando venne introdotto dalla cd. Legge sul divorzio breve.

Viene detto ‘breve’ per la rapidità che lo contraddistingue rispetto al divorzio consensuale tradizionale.
Abbiamo, dunque, il divorzio consensuale, il quale può perfezionarsi in due modi:

  • quello tradizionale che richiede un’udienza davanti al giudice;
  • quello breve che prescinde dalla comparizione davanti al giudice.

Divorzio breve tempi

La differenza principale tra le due forme di divorzio consensuale sta, dunque, nei tempi che esso richiede. Tempi più lunghi nel divorzio consensuale tradizionale. Tempi molto più brevi nel secondo tipo.

Possiamo anche dire che il divorzio breve è un divorzio rapido. Esso, infatti, può concludersi in poche settimane: minimo un mese, dice la legge, massimo tre. In pratica, comunque, l’accordo si può raggiungere anche in tempi più brevi; diciamo mediamente 1 mese/1 mese e mezzo. Il divorzio tradizionale invece richiede mediamente dai 5 ai 6 mesi.

 

Perchè il divorzio breve è più rapido di quello tradizionale?

Come ho detto sopra, questo genere di divorzio evita di doversi presentare davanti al giudice. Si consideri che, normalmente, un’udienza davanti al giudice viene fissata per una data di mesi successiva al deposito dell’accordo in tribunale. Se, per esempio, deposito l’accordo di divorzio in Tribunale il giorno 1 settembre 2020, molto probabilmente l’udienza di comparizione dei coniugi davanti al giudice per la conferma dell’accordo si svolgerà nei primi mesi del 2021. Va, inoltre, considerato che i coniugi non potranno dirsi divorziati nella data dell’udienza. Essi, infatti, dovranno attendere la sentenza che recepisce l’accordo. Il tempo necessario per quest’ultima fase è mediamente di qualche settimana.
Ecco, dunque, il tempo che i coniugi possono risparmiare con il divorzio breve è il tempo che intercorre tra la firma dell’accordo e la pubblicazione della sentenza da parte del tribunale.

 

Divorzio breve come funziona

Gli interessati dovranno semplicemente rivolgersi ai rispettivi avvocati di fiducia. Questi procederanno a sottoscrivere e a far sottoscrivere ai coniugi un documento contenente l’impegno a svolgere una trattativa in un tempo determinato. Questo documento viene denominato ‘Convenzione per la negoziazione assistita‘. In esso verrà previsto, ad esempio, che le parti e i rispettivi avvocati si impegnano a concludere la negoziazione in un periodo di tempo di un mese. Questo tempo potrà essere proprogato per una volta soltanto.
Il documento dovrà contenere anche l’impegno esplicito delle parti di partecipare alla negoziazione con lealtà e buona fede. La trattativa, infatti, non dovrà essere un pretesto di uno dei coniugi per perdere tempo. Essa dovrà essere considerata uno strumento volto a raggiungere il prima possibile un’intesa che possa dirsi valida e conveniente per entrambi.

 

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Una volta sottoscritto questo impegno, gli avvocati e le parti si incontreranno una o più volte per discutere i contenuti di quello che sarà l’accordo di divorzio.
Così, per esempio, verrà discusso, in ipotesi, l’ammontare dell’assegno di divorzio in favore del coniuge economicamente più debole. Così pure potrà essere discussa la possibilità di prevedere la liquidazione una tantum al posto dell’assegno di divorzio. Se vi sono figli, verranno poi discusse le regole per la frequentazione e i tempi di permanenza dei figli presso i rispettivi genitori. E ancora, sempre in presenza di figli, verrà discusso l’ammontare dell’assegno di mantenimento… e così via.
Una volta che tutte le regole saranno state discusse e determinate consensualmente e non ci sarà altro da concordare, gli avvocati predisporranno l’accordo vero e proprio per iscritto… Quindi alla presenza contestuale di tutti- coniugi e avvocati -l’accordo verrà riletto e firmato da ciascuno.

Qual’ è il momento a partire dal quale i coniugi possono dirsi divorziati?

Questo è un punto fondamentale. I coniugi saranno divorziati e dunque saranno ex coniugi dal momento stesso della firma del documento detto sopra.
La legalizzazione del divorzio è rimessa agli avvocati. Per offrire una maggiore garanzia alle parti la legge ha poi previsto che gli avvocati debbano trasmettere l’accordo al pubblico ministero. Il pubblico ministero dovrà svolgere un controllo del contenuto dell’accordo e dare l’approvazione. In mancanza di figli, il controllo del pubblico ministero è una semplice formalità. In presenza di figli, invece, il vaglio del pubblico ministero è fondamentale, poiché tale organo è chiamato dalla legge a verificare che l’accordo raggiunto sia conforme all’interesse dei figli minori.

Va precisato che se gli avvocati avranno redatto il testo dell’accordo secondo le regole di legge non vi sarà alcun rischio che la Procura rifiuti l’approvazione. È comunque importante affidarsi ad avvocati competenti ed esperti in materia per evitare perdite di tempo ed inconvenienti, come l’eventuale diniego dell’autorizzazione da parte del pubblico ministero.
Ricevuto il visto del p.m., gli avvocati trasmetteranno l’accordo al Comune in cui è stato celebrato il matrimonio. L’ufficiale dello stato civile provvederà a questo punto a trascrivere l’accordo.

 

Vi sono condizioni inderogabili per procedere al divorzio breve?

Sì. In primo luogo, occorre che ciascuna delle parti abbia il proprio avvocato. La legge non consente, infatti, che questa forma di divorzio venga gestita tramite un avvocato unico per entrambi i coniugi. Questo limute si spiega con il fatto che la presenza di un avvocato scelto direttamente dal singolo coniuge garantisce la salvaguardia dei suoi interessi. Avere un solo avvocato potrebbe al contrario non offrire questa garanzia. Questa, perlomeno, è stata la preoccupazione del legislatore. Una preoccupazione, io penso, eccessiva, considerato che gli avvocati operano  professionalmente e in modo deontologicamente corretto. Certo con le eccezioni che vi sono in tutti i settori dell’agire umano.

Certo è che questa limitazione, cioè l’obbligo di avere due avvocati, finisce con il penalizzare coloro che non hanno molte disponibilità economiche. In tal caso la modalità più economica per divorziare sarà quella tradizionale. Questo perché in tal caso è possibile avvalersi di un unico avvocato per entrambi.