Successione ereditaria: cosa fare subito (guida pratica)

Scritto il 28 Aprile 2026 in Successione ereditaria

Quando muore un familiare, oltre al dolore, ci si trova subito davanti a problemi concreti: documenti da recuperare, conti correnti bloccati, scadenze da rispettare, decisioni da prendere in fretta.
E spesso la sensazione è una sola: non sapere da dove iniziare.

In questa guida trovi le informazioni essenziali per orientarti fin da subito, evitare errori e capire quali sono i primi passi davvero importanti nella gestione della successione ereditaria.

In questa guida trovi:

  • Cos’è la dichiarazione di successione e quando va presentata
  • Cosa fare subito con conti correnti e banche
  • Chi sono gli eredi e come si dividono le quote
  • Quali documenti servono
  • Cosa succede se ci sono debiti
  • Cosa fare se gli eredi non sono d’accordo

 

Dichiarazione di successione: cos’è e quando va fatta

La dichiarazione di successione è un adempimento fiscale. In pratica, con questa dichiarazione, l’avente diritto all’eredità informa l’Agenzia delle Entrate dei beni rientranti nel cd. asse ereditario, cioè l’insieme dei beni che appartenevano al defunto. 

La dichiarazione di successione deve essere presentata entro 12 mesi dalla data dell’apertura della successione, che coincide con la data del decesso.
Sono previste alcune eccezioni particolari a questa scadenza.

Subito dopo la morte del familiare è, poi, importante informare le banche presso cui il defunto era correntista. Questo serve ad evitare che qualche chiamato all’eredità, dotato di delega del correntista, effettui movimenti e prelevamenti, a discapito di altri aventi diritto all’eredità.

Come si fa la dichiarazione di successione?

La dichiarazione di successione si presenta soltanto in via telematica sul portale dell’Agenzia delle Entrate.
In pratica, si tratta di compilare un modello in formato digitale presente sul portale dell’Agenzia delle Entrate.
Sempre tramite tale sistema telematico verrà calcolato l’importo dell’imposta da versare.

La dichiarazione di successione deve essere presentata dai chiamati all’eredità (per legge o per testamento) ma è sufficiente che vi provveda uno solo.
I chiamati all’eredità non sono ancora eredi. Eredi si diventa con l’accettazione dell’eredità che può essere espressa o tacita.
Tutti gli eredi sono tenuti in solido al pagamento dell’imposta dovuta sui beni caduti in successione.

Cosa fare subito con banche e conti correnti

È importante avvisare subito la banca, perché i conti vengono generalmente bloccati e nessuno può operare senza il consenso di tutti gli aventi diritto.

Attenzione ai conti correnti del defunto

Se il defunto aveva conti correnti, è fondamentale muoversi subito.
Anche se esiste una delega, dopo la morte non è più legittimo utilizzare il conto.

Prelievi o bonifici effettuati senza il consenso degli altri eredi possono creare problemi seri e obbligare alla restituzione delle somme.

👉 Informare tempestivamente la banca evita contestazioni tra eredi e possibili responsabilità.

Chi sono gli eredi e come si dividono le quote

Per capire chi eredita cosa bisogna distinguere tra successione ereditaria senza testamento e successione ereditaria con testamento.

Senza testamento (successione legittima)

Se non c’è un testamento, si apre la successione legittima. Ciò significa che i soggetti che hanno diritto all’eredità sono quelli previsti dalla legge, precisamente dal codice civile, secondo quote pure stabilite dalla legge. In estrema sintesi:

  • se i familiari superstiti sono il coniuge e un figlio, metà spetterà al coniuge e metà al figlio.

  • se vi siano due o più figli, 1/3 spetterà al coniuge e 2/3 ai figli in parti uguali tra loro.

  • in presenza di soli figli: l’eredità spetterà loro in parti uguali.

  • in mancanza sia del coniuge sia di figli, erediteranno genitori e fratelli.

Con testamento (successione ereditaria testamentaria) 

Con il testamento, la persona può decidere la destinazione dei propri beni per il tempo successivo alla propria morte. La volontà del singolo, dunque, è sovrana, ma è più corretto dire che è quasi sovrana.
Infatti, la legge riserva determinate quote dell’eredità ad alcune categorie di familiari. Per questo si parla di “quota di riserva” o “di legittima” e di eredi legittimari.
Sono eredi legittimari il coniuge e i figli e, in loro assenza, i genitori.
I fratelli del defunto, invece, non sono eredi legittimari.

 

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Documenti per la successione: cosa serve

Organizzare i documenti è il modo migliore per evitare richieste aggiuntive e ritardi.

Ecco quelli più importanti:

-certificato di morte;
-stato di famiglia del defunto;
-stato di famiglia degli eredi;
-documenti d’identità e codici fiscali;
-copia di eventuale testamento;
-visure catastali degli immobili;
-estratti conto bancari o postali;
-eventuali mutui, finanziamenti o debiti in corso;
-polizze vita, titoli, libretti.

Eredità con debiti: cosa rischi e quali scelte hai

Accettare un’eredità significa accettare anche i debiti.

⚠️ Attenzione: puoi diventare erede senza accorgertene

Non serve una dichiarazione formale per accettare l’eredità.
In alcuni casi, basta un comportamento concreto.

Ad esempio:

  • utilizzare beni del defunto
  • vendere un immobile ereditario
  • prelevare dal conto corrente

👉 Questi comportamenti possono valere come accettazione tacita, con conseguenze anche sui debiti.Se non sei sicuro della situazione, non correre.
Hai tre strade.

a) Con l’ accettazione pura e semplice ricevi beni e debiti senza distinzione.
Il patrimonio del de cuius e quello dell’erede si confondono. Di conseguenza, eventuali creditori del defunto possono esigere il pagamento nei confronti dell’erede anche aggredendo i beni propri di quest’ultimo.

b) Mediante l’accettazione con beneficio d’inventario, all’opposto, i due patrimoni non si confondono. Di conseguenza, i creditori possono aggredire soltanto il patrimonio ereditario.
Accettare con beneficio d’inventario, dunque, può essere strategico quando si sa o si ha motivo di pensare che il defunto avesse debiti.
L’accettazione con beneficio d’inventario è stategica anche per un’altra ragione.
Soltanto se vi è stata questa forma di accettazione, l’erede legittimario può agire in riduzione.
In altri termini, l’erede può agire in giudizio per chiedere al giudice la riduzione delle donazioni e dei legati che abbiano leso la propria quota di riserva, quella cioè che in ogni caso gli viene garantita dalla legge.

c) Con la rinuncia all’eredità, scegli di non entrare nell’eredità.
È una scelta utile quando vi siano soltanto debiti o debiti di gran lunga prevalenti rispetto ai beni.
La rinuncia si fa in Tribunale o tramite notaio.

⚠️ Attenzione ai debiti nascosti

Non sempre la situazione economica del defunto è chiara fin da subito.
Debiti fiscali, finanziamenti o garanzie prestate a terzi possono emergere anche dopo.

👉 Prima di accettare l’eredità, è fondamentale avere un quadro il più possibile completo.

Quando ci sono dubbi, l’accettazione con beneficio d’inventario è spesso la scelta più prudente.

Eredi in disaccordo: come si risolve la comunione ereditaria

Se un bene – ad esempio un immobile – è ereditato da più persone si realizza una comunione ereditaria.
La comunione ereditaria può essere sciolta o tramite un accordo di divisione o dal giudice, nel qual caso si ha una divisione giudiziale.

⚠️ Attenzione: la comunione può bloccare tutto

Quando più eredi sono proprietari dello stesso bene (ad esempio una casa), nessuno può decidere da solo.

Se non si trova un accordo:

  • non si può vendere
  • non si può dividere
  • la situazione può restare bloccata a lungo

👉 In questi casi, l’unica via è la divisione, consensuale o giudiziale.