Assegno divorzile: non decade con la convivenza

assegno divorzile non decade con convivenza
Scritto il 26 Agosto 2022 in Divorzio e Separazione

L’ assegno divorzile non decade con la convivenza. Parola della Cassazione!

In un video recente abbiamo visto i casi in cui si perde l’assegno divorzile.
E tra questi casi vi era quello della nuova convivenza dell’ex coniuge che riceve l’assegno.
Avevo annunciato che su questo caso era in arrivo una sentenza molto attesa delle Sezioni Unite della Cassazione.
Ebbene, il 5 novembre 2021 questa sentenza è arrivata.

 

Cosa stabilisce esattamente la Cassazione in merito all’assegno divorzile spettante all’ex coniuge che intraprende una convivenza?

Ebbene, la sentenza del 5 novembre 2021 promana dalle Sezioni Unite della Cassazione e stabilisce nuove regole sulla spettanza dell’assegno di divorzio nel caso in cui l’ex coniuge che lo percepisce conviva con un nuovo compagno.
Fino al novembre dell’anno scorso, chi riceveva l’assegno divorzile perdeva il diritto ad esso nel caso di convivenza stabile con il nuovo partner. E abbiamo visto che si ha convivenza stabile quando essa è duratura ed equiparabile ad una convivenza matrimoniale.

Ebbene, d’ora in  avanti l’assegno di divorzio non decade con la convivenza. Esso però potrebbe venire diminuito.

Vediamo, in poche parole, il ragionamento della Cassazione. Pensate che la sentenza conta 41 pagine, ma, tranquilli, io impiegherò molte meno parole.


Il caso deciso

Allora, nel caso deciso.
il giudice di primo grado riconosceva alla ex moglie un assegno di divorzio di 850,00 euro mensili. Tuttavia, il giudice di appello revocava l’assegno in quanto la donna aveva instaurato una stabile convivenza con un nuovo compagno. Dalla convivenza era nata una figlia.
La donna ricorreva allora alla Corte di Cassazione sostenendo che il matrimonio era durato 9 anni e lei aveva rinunciato alla propria attività professionale per dedicarsi interamente ai figli.
Il marito, al contrario, aveva potuto dedicarsi a costruire la propria carriera, quale amministratore e proprietario di una notissima impresa di produzione di calzature.
Ora, ella non poteva più reperire un lavoro, mentre il proprio compagno era operaio con un reddito mensile di appena 1.000 euro.

Ebbene, la Cassazione afferma, prima di tutto, che in base alla legge, l’assegno divorzile cessa soltanto se chi lo riceve si risposa e non, invece, se va a convivere. E non si può applicare una norma di legge ad una situazione che la legge stessa non  contempla. Dunque, l’assegno divorzile non decade con la convivenza di chi lo percepisce.

 

  • Consulenza legale online con lo Studio Legale Rita Rossi

 

 

Le due funzioni dell’assegno divorzile

Inoltre, la Cassazione spiega che l’assegno di divorzio ha due funzioni:

-la prima è la funzione assistenziale, ovvero l’assegno serve ad andare incontro alle necessità dell’ex coniuge che non abbia propri mezzi;

-la seconda è la funzione compensativa, e cioè l’assegno serve a compensare il sacrificio di un coniuge rispetto all’altro (quando, appunto, uno dei due ha sacrificato il lavoro e la carriera per aiutare l’altro e la famiglia).

La Cassazione allora dice: la convivenza viene instaurata per libera scelta della persona e, oggigiorno, anche i conviventi hanno un dovere reciproco di assistenza morale e materiale; questo in base alla nuova normativa sulle convivenze.
Pertanto, nel caso di convivenza stabile
deve essere eliminata la componente assistenziale dell’assegno divorzile, dato che la funzione assistenziale è adempiuta dal convivente.

Al contrario, rimane la componente compensativa dell’assegno di divorzio, in quanto i sacrifici fatti dall’ex coniuge durante il matrimonio devono continuare ad essere compensati.

Pertanto, l’assegno di divorzio non si perde. Il suo importo può però essere rimodulato!

In ogni caso, attenzione, il giudice dovrà accertare se la convivenza in corso sia stabile e da quando essa è iniziata.

Questa verifica potrà avvenire considerando la residenza anagrafica, l’esistenza di figli nati dalla convivenza, la coabitazione, l’avere conti correnti in comune, la contribuzione al menage familiare, etc.

In conclusione, con la convivenza stabile non si perde più automaticamente l’assegno divorzile. La componente compensativa dell’assegno rimane e questo in concreto significa che l’assegno di divorzio continuerà a spettare ma per un importo inferiore.

Bene, spero di esserti stata utile e contattami se hai dei dubbi.

La riproduzione totale o parziale di questo articolo e del contenuto del video è consentita soltanto se accompagnata dall’indicazione della fonte
e dall’inserimento del link a questa pagina. 

Guarda anche il video!