Presunti abusi sessuali su minore e allontanamento cautelativo dalla famiglia

Scritto il 21 Novembre 2006 in Dc-Adozione e Affidamento

I ricorrenti -un intero nucleo familiare, composto da madre, padre, sorella e fratello di una minore – hanno dedotto, davanti alla Corte europea, la violazione della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo, in relazione alla decisione del giudice minorile italiano di allontanare cautelativamente la bambina dalla casa familiare, e di sospendere i rapporti con la famiglia di origine.

La vicenda trae inizio da una denuncia per presunte violenze sessuali subite dalla bambina ad opera di componenti della suddetta famiglia e di altri adulti.
Il tribunale dei minori – basandosi anche sui riscontri di perizie mediche – aveva sospeso la potestà genitoriale, affidando la bambina ai servizi sociali.
Il giudice aveva autorizzato diradati incontri con la sola madre, in ambiente protetto.

Il processo penale per gli abusi sessuali subiti dalla minore si era poi concluso con la condanna dei parenti, mentre i genitori era risultati estranei ai fatti.

La Corte europea ha giudicato legittima la decisione del giudice minorile italiano di allontanare la bambina dalla propria famiglia d’origine, in considerazione delle particolarità del contesto ambientale e familiare in cui la bambina si trovava collocata all’epoca dei fatti. La piccola, infatti, si era trovata a vivere non con i soli genitori, risultati estranei ai fatti di abuso, ma anche con quegli stessi parenti che le indagini penali avevano accertato responsabili dei fatti criminosi.

 

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