LE OCCASIONI DI DANNO
Le situazioni in cui si verifica un danno risarcibile sono innumerevoli e della più varia natura: dai sinistri stradali, agli infortuni sul lavoro, fino alle ipotesi di errore sanitario (cd. malpractice medica).
Ma si pensi anche alle condotte violente di un coniuge a danno dell'altro, agli inadempimenti e trascuratezze verso i figli: si parla, a tal proposito di torti endo-familiari per indicare, appunto, che un danno viene arrecato da un congiunto ad un altro componente della famiglia.
Vengono ancora in considerazione i danni conseguenti a violenza sessuale, a discriminazioni sul lavoro, mobbing; per non dire poi della diffamazione (anche a mezzo stampa), della ingiusta detenzione, dei danni da durata eccessiva del processo.
Un' elencazione questa che non può certo considerarsi esaustiva.
DOMANDA DI RISARCIMENTO
Ovviamente, per ottenere il risarcimento la vittima deve rivolgersi ad un giudice, da individuarsi secondo regole processuali ben precise, esponendo con la massima precisione tutti i dettagli di quanto occorso: il fatto dannoso, le conseguenze di esso, la derivazione causale di queste ultime dal fatto illecito, e via dicendo.
Particolarmente importante - ai fini dell'esito vittorioso della lite - è l'allegazione e la prova del danno subito; e ciò vale sia per il danno di natura patrimoniale, sia per il danno non patrimoniale, che oltretutto è voce complessa, comprendente differenti figure, quali il danno biologico, il danno morale ed il danno esistenziale.
Occorre, poi, tenere conto che la formulazione della domanda di risarcimento deve rispettare termini ben precisi, oltre i quali l'azione si prescrive, non può - cioè - più essere coltivata.
E' consigliabile, pertanto, che - già nell'immediatezza del verificarsi dell'evento - la vittima si rivolga ad un avvocato della materia, al fine di formulare correttamente la domanda risarcitoria nei confronti del responsabile.