Rapporto negativo tra figlio e partner dell’altro genitore

Scritto il 08 Maggio 2023 in Casi separazione e divorzio Divorzio e Separazione

Nella separazione con figli, cosa fare nel caso di rapporto difficile o negativo tra  figlio e partner dell’altro genitore ?
Il caso è soprattutto quello del compagno/a del genitore che si comporta in modo inadeguato con il bambino: maltrattamenti, tentativi di sostituirsi al genitore non convivente con il bambino, intromissione pesante nel rapporto tra figlio e genitore e via dicendo.

Quando il genitore separato non può ostacolare il rapporto tra il figlio e il partner dell’altro genitore

Come abbiamo visto in un precedente articolo, impedire il rapporto tra il figlio minore e il compagno dell’altro genitore non è possibile.
Nella legge non si trova scritto che il genitore separato possa frequentare i propri figli escludendo da tale rapporto le persone che fanno parte della propria vita. Del resto, è ovvio che l’essere umano tende ad allacciare rapporti sentimentali e affettivi; e questo vale anche per coloro che si separano o pongono fine ad una convivenza.
E, allora, è logico che il nuovo partner del genitore separato entrerà prima o dopo a far parte delle relazioni del figlio.
Ma quanto sopra vale in condizioni di rapporto normale, quando cioè gli scambi tra l’adulto e il minore sono improntati a rispetto e l’adulto ‘sta al proprio posto’.

Quando il genitore  può limitare il rapporto tra il figlio e il partner dell’altro genitore

D’altra parte, vi possono essere casi in cui si può o addirittura si deve impedire questo rapporto. E questo si verifica quando c’è un rischio di pregiudizio per il figlio che frequenta il partner dell’altro genitore.
Se dalla relazione con il terzo derivi al figlio un pregiudizio o rischio di pregiudizio, allora, si può fare qualcosa. E, anzi, nell’eventualità estrema di condotte violente o di veri e propri abusi sul minore, allora, intervenire è d’obbligo!
In questo caso, il genitore dovrà  rivolgersi al giudice segnalando l’esistenza di questo rapporto pregiudizievole, o, perlomeno, di questo rischio e chiedere che il giudice prenda provvedimenti a protezione del minore.
Merita di essere ricordata una decisione del Tribunale di Milano del 23 marzo 2013, con la quale è stato chiarito quanto ho appena detto, ovvero: “il divieto di frequentazione del nuovo convivente del genitore non collocatario (…) troverebbe giustificazione solo se il preminente interesse della prole fosse esposto a rischio”.

 

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Non fare passi falsi e domina l’ansia!

Ma attenzione a non fare passi falsi, che potrebbero ritorcersi contro il genitore che chiede l’intervento del giudice.
Non basta certo avere l’impressione, cioè la sensazione soggettiva che il figlio subisca danno dalla frequentazione con il terzo. Prendiamo, per esempio, un bambino che riferisce al papà che il compagno della mamma lo picchia o lo sgrida. E’ normale che quel genitore si preoccupi. Ma, non si deve trarre la conclusione affrettata che quell’individuo fa del male al proprio bambino.
L’ansia può indurre ad iniziative inopportune, come quella di sottoporre il figlio ad un vero e proprio interrogatorio; con tanto di videoregistrazione. E questo nella convinzione erronea di poter dimostrare che quell’individuo va allontanato.
Ma, attenzione: a seconda di come poniamo le domande, otteniamo determinate risposte.
E l’ansia del momento spesso porta a porre le domande in modo tendenzioso.
Non intendo in mala fede; al contrario, il genitore che esamina il figlio agisce in perfetta buona fede, ma talvolta non si avvede che la modalità utilizzata non è appropriata.

Attenzione al conflitto di lealtà

Considera, poi, che tuo figlio ti vuole davvero tanto bene; e per questo intuisce il genere di risposta che ti aspetti. Per compiacerti, allora, ti risponde che il compagno dell’altro genitore ha fatto questo e quello di male.
Ne avrai sentito parlare: questo è il cd. conflitto di lealtà.

I miei consigli

Il mio consiglio, allora, è il seguente:
1. ragiona con la testa e non con la pancia;
2. monitora a debita distanza quello che avviene, cioè ascolta tuo figlio ma soltanto quando è lui a parlarti del partner dell’altro in modo spontaneo, prendi nota;
3. parla periodicamente con gli insegnanti per sapere se i comportamenti di tuo figlio sono nella norma: se il bambino a scuola va bene e si comporta normalmente rilassati!
4. quando, invece, i segnali di malessere sono ripetuti e confermati dalla scuola allora rivolgiti ad un avvocato competente che ti aiuterà a valutare la migliore iniziativa da assumere.
E ricorda che tra le iniziative valide vi è, prima di tutto, quella di promuovere un dialogo con il tuo ex. E l’avvocato è un ottimo supporto per realizzare questo. Nell’ipotesi estrema in cui tu decida di rivolgerti al Giudice, questi potrà disporre una valutazione approfondita mediante uno psicologo; dopodiché, se si renda necessario per tutelare il minore, il magistrato potrà eventualmente limitare i rapporti del bambino con il partner dell’altro genitore.

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