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danni endofamiliari

Danni endofamiliari ed esofamiliari – Cosa sono?

Scritto il 22 dicembre 2017 in Risarcimento Danni

Danni endofamiliari ed esofamiliari. Nonostante i termini possano sembrare pressappoco simili, in realtà si tratta di due fenomeni abbastanza diversi, anche per ciò che riguarda la gestione del caso da parte dell’avvocato.

Affrontiamo meglio la questione partendo intanto dal reale significato dei due termini:

Danno endofamiliare

Con tale termine intendiamo tutti i danni, patrimoniali e non patrimoniali, che derivano dai comportamenti e dalle condotte di un proprio familiare, volontariamente lesive della dignità o di un altro diritto fondamentale della persona, tutelato dalla Costituzione, quale ad esempio il diritto alla salute o il diritto a svolgere il proprio ruolo di genitore o il diritto del bambino alla bigenitorialità, e via dicendo.

La violenza psicologica e fisica, un tradimento grave o un atto volto a creare un danno all’integrità psicofisica del coniuge, del convivente, della parte di un’unione civile, il disinteresse morale o materiale verso un figlio.
I casi sono numerosi e diversi l’uno dall’altro.
Per le conseguenze dannose derivanti da tali atti illeciti, nelle aule giudiziarie viene spesso accolta la domanda di risarcimento per il danno ricevuto.
Il danno endofamiliare comprende anche tutti quegli illeciti che coinvolgono il rapporto tra genitori e figli, con particolare riferimento alla violazione delle regole sulla bigenitorialità, da cui nasce il fenomeno della privazione genitoriale.

In sostanza, possiamo riassumere il concetto, considerando il danno endofamiliare come il danno causato da uno o più comportamenti psicologicamente e/o fisicamente lesivi ai danni di un altro membro dello stesso nucleo familiare (coniuge e/o figli, convivente, parte di un’unione civile).

 

Danno esofamiliare

 

esofamiliare

 

 

 

 

 

 

 

Quante volte abbiamo ascoltato notizie o, purtroppo, abbiamo vissuto le conseguenze di un danno arrecato ad un nostro coniuge o figlio che lo ha portato a non vivere più la sua vita come avrebbe dovuto e voluto? Un incidente stradale invalidante, un caso di malasanità o un danno irreparabile causato da un prodotto. Ecco, questi sono alcuni dei casi in cui si può parlare di illecito esofamiliare.

A richiedere un risarcimento danni per i motivi sopracitati può essere sia la vittima principale, sia i familiari di questa.
Così, il coniuge e i figli, e altresì gli ascendenti, o il convivente o la parte dell’unione civile potranno chiedere ed ottenere il risarcimento dei danni; esattamente essi potranno ottenere, nella qualità di eredi, il risarcimento del danno subito direttamente dalla vittima nei casi in cui questa non sia più in vita, sia i danni che essi stessi abbiano subito in proprio come familiari.
Si pensi ai casi in cui una grave invalidazione della vittima principale costringa i familiari o uno di essi a prestare la propria assistenza continuativa, magari rinunciando al lavoro o a prospettive di crescita professionale. E si pensi al peggioramento della qualità della vita che interesserà l’intero nucleo familiare (danno esistenziale).
Va da sè che un danno permanente o addirittura la morte di un membro del nucleo familiare colpisce l’intera famiglia per cui è previsto un risarcimento danni che dovrà tendere a compensare monetariamente il danno ricevuto.

Per riassumere, il danno esofamiliare comprende tutta la serie di illeciti verso un membro del nostro nucleo familiare (coniuge e/o figli) causato da fattori esterni o da terzi per negligenza, imprudenza, imperizia o volontariamente.

Per approfondire al meglio tali tematiche, ecco il libro “Le regole del risarcimento dei danni endo ed esofamiliari.
Suddiviso in due parti distinte per ogni argomento con capitoli descrittivi per ogni tipologia di danno, è una fonte utile per saper trattare e gestire al meglio le questioni di cui sopra fornendo un valido aiuto nelle vertenze giudiziarie.