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Lo Studio Legale Rita Rossi esercita a Bologna, occupandosi di diritto di famiglia, risarcimento danni e di tutte le pratiche relative all'amministrazione di sostegno.
Attraverso un pool di esperti in consulenza legale qualificato sostiene il cliente in ogni situazione, individuando le problematiche e le modalità di intervento più specifiche.
In questa sezione sono state raccolte sentenze riguardanti i rapporti tra genitori e figli, tutto ciò che concerne i diritti e doveri nei confonti dei figli, sia in caso di maggiore o minore età.

Decisioni e commenti
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Affidamento esclusivo se la forte conflittualità tra i genitori nuoce gravemente alla minore |
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Cass. civ., Sez. I, sent. 29 marzo 2012, n. 5108
I genitori non si parlano, assumendo così ciascuno, autonomamente e disgiuntamente, ogni decisione inerente la figlia: due turni diversi a scuola, due diverse attività sportive, due diete alimentari differenti.
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Nonna paterna obbligata al mantenimento del nipote se il padre naturale è deceduto |
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Sensibile e originalissima sentenza del Tribunale per i Minorenni di Trieste, emessa il 22 dicembre 2010.
La madre ottiene la dichiarazione giudiziale di paternità sul figlio dopo il decesso del padre. Non solo: i giudici condannano la nonna paterna al mantenimento del nipote minorenne per 200,00 euro mensili.
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se la moglie non si oppone alle violenze sessuali perpetrate dal marito risponde di concorso nel reato |
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Cass. Pen. sez. III, 13 ottobre 2011, n.36965
Una madre è stata condannata per concorso nel reato perchè mentre il marito agiva con abuso di autorità parentale abusando delle condizioni di inferiorità psico-fisica dei minori, costringendo gli stessi a compiere atti sessuali, la moglie, pur essendo consapevole delle tendenze pedofile ed incestuose del coniuge e avendo l'obbligo di impedire gli eventi, aveva omesso di farlo.
Secondo la Corte, il fatto che la madre non si sia opposta alle violenze poste in essere dal marito non ha rappresentato una mera connivenza , ma un vero e proprio concorso nel reato.
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Mamma iperprotettiva? Condannata per maltrattamenti |
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Cass. Pen., VI sez., 11 ottobre 2011, n. 36503
La Suprema Corte ha confermato la condanna per maltrattamenti nei confronti di una mamma e di un nonno, colpevoli di aver tenuto il figlio "sotto una campana di vetro" sino all'età preadolescenziale, tanto da rendergli difficile la deambulazione.
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No alla riduzione del mantenimento dei figli se i redditi non sono chiari |
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Cass. Civ., 30 settembre 2011, n. 20064
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un padre che ha chiesto la riduzione l'assegno di mantenimento per i figli in considerazione del fatto che le sue condizioni economiche erano notevolmente peggiorate per l'avvenuta cessazione dell'attività di lavoro autonomo.
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Mantenimento parziale per il figlio trentenne che guadagna poco |
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La figlia maggiorenne lavora ma non è economicamente indipendente e il padre deve continuare a mantenerla |
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Cass., I Sez., 27 giugno 2011, n. 14123
La figlia venticinquenne lavora come commessa part-time con un contratto di apprendistato per 600 euro al mese. Il padre è tenuto a continuare a versare in suo favore l'assegno di mantenimento, seppur ridotto, in quanto ella non versa in una situazione di autosufficienza economica, condizione indispensabile e sufficiente per far cessare l'obbligo al mantenimento da parte del genitore obbligato.
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No al pernotto del minore a casa del padre |
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Cass. Civ., I sez., 26 settembre 2011, n. 19594
In seguito ad un ricorso promosso dalla madre naturale, finalizzato ad ottenere la modifica delle modalità di frequentazione tra padre e figlio, la Suprema Corte ha limitato i tempi di permanenza del minore presso il padre, negando al genitore il diritto di tenere il minore presso di sé durante l'orario notturno, fino al compimento del quarto anno di età.
La Corte ha ribadito che: "il figlio minore ha diritto a mantenere un rapporto equilibrato con entrambi i genitori, ma per realizzare tale affinità il giudice è libero di adottare i provvedimenti che ritiene più idonei nell'interesse esclusivo del minore". |
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Affidamento esclusivo dei figli se i genitori litigano troppo |
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Cass. Civ., I sez., 30 settembre 2011, n. 20075
La Suprema Corte ha rigettato la domanda di un padre volta ad ottenere l'affidamento condiviso dei figli, sulla base della forte conflittualità presente tra i coniugi (oltre che del mancato versamento dell'assegno di mantenimento), che avrebbe dato luogo a "poca sintonia con l'interesse dei minori a un sereno e condiviso esercizio della bigenitorialità".
La Corte ha dunque ritenuto più opportuno affidare i figli in via esclusiva alla madre. |
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Affidamento esclusivo se il figlio si rifiuta di avere rapporti con uno dei genitori |
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Cass. Civ., 15 settembre 2011, n. 18867
La Corte ha ritenuto fondata la decisione dei giudici di merito che avevano disposto l'affidamento esclusivo di una figlia in favore del padre, ritenendo che l'affidamento condiviso fosse contrario all'interesse della stessa. Alla base di tale decisione vi era il fatto che in sede di audizione, la minore si era opposta categoricamente ad avere rapporti con la madre.
La Corte ha dunque precisato che, in sede di separazione dei coniugi, l'affidamento condiviso non deve essere disposto quando i figli, in sede di audizione, si oppongono fermamente ad avere rapporti con uno dei genitori. |
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