|
Lo Studio Legale Rita Rossi è attivo a Bologna, ed esercita da anni nell'ambito del diritto di famiglia, risarcimento danni e amministrazione di sostegno.
Gli avvocati che fanno parte dello Studio possiedono competenze specifice in ogni singolo settore, ed offrono una consulenza legale professionale.
In questa sezione sono state raccolta le sentenze riguardanti il tema dell'interdizione e dell'inabilitazione, ai quali oggi viene preferito l'istituto giuridico dell'amministrazione di sostegno, più attento al rispetto dei diritti relazionali del beneficiario.

Decisioni e commenti
|
|
L'interdizione regna nel lametino |
|
08/03/2011
(Trib. Lamezia Terme, decr. g.t. 8 marzo 2011)
Pubblichiamo questo decreto a monito di ciò che, oggi, nel 2011, dopo sette anni dalla riforma, nessun giudice più è legittimato a fare sul terreno della protezione giuridica dei soggetti deboli.
Leggi il commento |
|
Non importa essere infermi abituali di mente per venire interdetti |
|
Quella indicata nel titolo non è una novità rivoluzionaria introdotta nell’ordinamento da un legislatore impazzito o fascista; è, invece, la novità che ho appreso, con incredulità mista a stordimento, leggendo una sentenza bolognese del marzo 2009. Un giovane uomo viene interdetto nonostante il CTU (esimio psichiatra bolognese) avesse dichiaratamente concluso che la sua malattia non configura propriamente lo stato di abituale infermità di mente.
|
|
Progetto di legge n.510 per rafforzare l'amministrazione di sostegno ed abrogare interdizione di inabilitazione |
|
21/06/2010
Pubblichiamo il testo del PDL n. 510 di iniziativa parlamentare (On.li NAPOLI e CUPERLO): "Disposizioni per il rafforzamento dell'amministrazione di sostegno e soppressione degli istituti dell'interdizione e dell'inabilitazione".
|
|
Ads e interdizione: per chi ancora non avesse compreso - Cass. sez. 1, Rita Rossi e Sonia Anzivino |
|
01/03/2010
Una sentenza estremamente scrupolosa; ben attenta a non farsi incantare dalle false chimere dell'interdizione quale misura da continuare a preferire, talvolta, all'Amministrazione di sostegno. Una decisione che conferma i precedenti arresti della Cassazione sul tema scottante dei rapporti tra vecchio e nuovo, sul terreno della protezione dei deboli. E, in definitiva, una pronuncia che si mostra rispettosa delle prerogative dei disabili psichici gravi. Con una conclusione che parrebbe ovvia, oggigiorno, ma che - al contrario - parte della giurisprudenza di merito continua a rifiutare: la persona schizofrenica non va perciò stesso interdetta! A sorprendere, in positivo, è soprattutto la presa di distanza netta, stentorea, senza mezzi termini rispetto al ragionamento seguito dalla corte d'appello romana (la quale aveva confermato la pronuncia di interdizione disposta dal tribunale, su ricorso del p.m., nei riguardi di un uomo schizofrenico).
|
|
Ads inadeguata: l'anziano malato di Alzheimer va interdetto - Trib. di Cassino |
|
26/01/2010
Una pronuncia avvilente e desolante. Una decisione manifestamente irrispettosa delle prerogative e dei diritti dei disabili psichici gravi, che stigmatizza l'anziano colpito da Alzheimer con la misura dell'interdizione, ritenuta congrua e idonea.
È una sentenza che lascia perplessi, esitanti. Perche non è agevole comprendere le ragioni che conducano ancora, a sei anni dall'esordio dell'ADS, e dopo numerosi interventi ermeneutici delle Corti Superiori a riguardo, a preferire, talvolta, la mortificante misura dell'interdizione in luogo di quella dell'ADS. La sentenza del Tribunale di Cassino oggetto di attenzione rappresenta, purtroppo, una di queste ipotesi. Invero, precisa il Tribunale, l'ADS costituisce misura di protezione sufficiente per soggetti con specifiche incapacità ancora in grado di esplicitare adeguatamente valide capacità residue, o per soggetti del tutto privi di capacità quando si trovino nell'impossibilità materiale di relazionarsi autonomamente con l'esterno e di porre in essere comportamenti idonei a produrre effetti giuridici e negoziali.
|
|
Ricchezza e follia non devono condurre all'interdizione (2 parte) - Andrea Bulgarelli |
|
17/12/2009
La Corte di appello di Venezia col provvedimento allegato riforma il decreto del 28 aprile 2009 (pubblicato su www.personaedanno.it con nota di A. BULGARELLI) emesso dal G.T. di Treviso col quale si era rigettato un ricorso per A.D.S. sulla base delle condizioni psico-fisiche dell'interessato, dell'obiettiva difficoltà gestionale del suo ingente patrimonio e dell'acclarato contrasto tra i familiari nel controllo di tale gestione.
|
|
L'interdizione non è un marchio e la persona in coma in fondo, non ne sa nulla - Trib. di Varese, g.t. Buffone |
|
17/11/2009
Un provvedimento apparentemente erudito e colto, anche sotto il profilo delle conoscenze in campo clinico; eppure, chiuso, anti-storico, ostile. Capire le ragioni di un simile atteggiamento credo non sarà possibile; in fondo, non è mai possibile comprendere le ragioni della predilezione - laddove vi sia - per l'interdizione rispetto all'amministrazione di sostegno. Se ne è parlato tanto ai convegni: la sola risposta in cui ci si imbatte è sempre e solo questa: "in certi casi, l'interdizione protegge di più". Il perché protegga di più è, invece, un quesito destinato a rimanere senza risposta.
|
|
Interdizione. Il sonno della ragione genera mostri - Trib. di Trani, Pres. est. C.L. , Rita Rossi |
|
28/10/2009
Presso taluni uffici giudiziari bisognerebbe affiggere la nota acquaforte di Goya, affidando così alle immagini figurate la rappresentazione del sonno della ragione che li opprime. Cos'altro concludere dopo avere letto decisioni come questa che pubblichiamo? Una sentenza che, se non fosse per la data di pubblicazione che porta (28 ottobre 2009), sarebbe da catalogare nei repertori - in questa materia anacronistici - degli anni '80/'90, appartenendo "anima e corpo" ad un filone interpretativo di vecchio corso, oramai da tempo abbandonato.
|
|
L'art. 413 C.C. è contro la Costituzione, fetenti Gaglioffi! - Trib. di Bologna, pres. D'Orazi, rel. Costanzo |
|
22/05/2009
Una sentenza ottima, sotto più punti di vista.
Oggetto di revoca è l'interdizione (pronunciata nel 2000) di una donna affetta da disturbo delirante cronico. Detto disagio psichico, tuttavia, non ne aveva compromesso il funzionamento personale e la capacità di vivere autonomamente. L'interessata pensa, riguardo alla propria interdizione: "Quel fascicolo è illegale e illegittimo disonesto falsificato paradossale e deve essere annullato (...) E' da 20 anni che la mia gestione economica viene turbata (...) Dopo l'interdizione iniziata a mia insaputa furono architettati raggiri sulla casa per impedirmi di venderla. Dopo la scomparsa della mia mamma mi furono imposti soprusi con l'interdizione iniziata a mia insaputa (...) Io sono favorevole alla revoca dell'interdizione, ho lottato tanti anni, purché non sia lesa la mia integrità fisica e psichica, io affido a lei ogni rapporto giuridico o economico con mio fratello".
|
|
Discrimen tra interdizione e ADS: un'applicazione lineare - Trib. di Bologna, pres. D'orazi, rel. Gamberini |
|
13/05/2009
Un esempio di corretta applicazione della legge n. 6/2004, riguardo al punto (ancora oggi) dolente del discrimen tra amministrazione di sostegno ed interdizione.
|
|
|