04/02/2010
"AMMINISTRAZIONE DI SOSTEGNO. MOTIVI ISPIRATORI E APPLICAZIONI PRATICHE" - Paolo CENDON e Rita ROSSI, Utet, 2009, Collana Sistemi Giuridici
E' sotto gli occhi di tutti il successo incontrato dall' Amministrazione di sostegno; a dispetto dei rallentamenti e, talvolta, delle battute d'arresto registratesi lungo l' iter parlamentare; lo testimoniano la quantità dei decreti, il fervido impegno di tanti giudici ed operatori, oltrechè l'apporto fecondo della stessa dottrina.
Difficile individuare molte altre riforme che, entrate in punta di piedi nell' ordinamento privatistico, hanno sollevato un coro così vivo e fecondo di voci, e di entusiasmi.
Tale rigoglio di coinvolgimenti trova riscontro nella struttura composita di questo volume: varie parti, ciascuna con una propria vocazione.
La prima parte presenta al lettore una summa delle questioni e delle difficoltà che la legge ha incontrato fin dalle sue prime battute: di scrittura, di invenzione, ma anche di attacchi ed ostruzionismi incontrati durante il cammino legislativo.
Essa è dedicata, soprattutto, al compendio dei principi ispiratori: ‘non abbandonare e non mortificare'; protezione ad ampio raggio, per tutte le creature fragili; un nuovo significato della debolezza; il motivo promozionale; il valore dell'ascolto e del dialogo; gli intrecci - ancora - tra i vari motivi in gioco; e, non ultimo, il supporto del territorio quale chiave di volta per liberare tutte le potenzialità del neo-strumento.
Oggetto della seconda parte la law in action, con il rendiconto puntuale dei provvedimenti, delle chiavi di lettura, e - ove presenti - delle contraddizioni e delle ombre. L' obiettivo degli autori è stato quello di suggerire al lettore, tramite lo spoglio dei provvedimenti (tutti quelli significativi emessi nei primi cinque anni di applicazione), le linee interpretative da percorrere tra quelle praticabili, ma anche quelle da rifiutare, poiché contastanti con i motivi ispiratori della riforma. E - può dirsi in estrema sintesi - il trait d'union che lega le varie indicazioni proposte può ravvisarsi nel fermo rifiuto per ogni cieco formalismo, per soluzioni che si risolvano nel ritardare l'apprestamento del rimedio, creando un vuoto di giustizia; e ancora nel ripudio di gestioni autoritarie, parternalistiche e compiaciute del diritto dei deboli; per fare spazio, invece, ad una visione "evangelica", attenta alle potenzialità della persona, ad un diritto mite - potrebbe dirsi - che si fa carico dellapromozione della persona.
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