Danno patrimoniale

 

Lo Studio Legale Rita Rossi svolge attività di consulenza legale indirizzata a tutelare i diritti delle persone.

 

In particolare i settori di intervento riguardano il diritto di famiglia, il  risarcimento danni e l'istituto giuridico dell'amministrazione di sostegno.

 

In questa sezione sono state raccolte le sentenze riguardanti il danno patrimoniale e il suo conseguente risarcimento. 

 


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Decisioni e commenti



Fallita sterilizzazione - ospedale condannato al mantenimento del bambino e della madre

Trib. Tolmezzo, 2 settembre 2011, n.177

 

Dopo la nascita del quarto figlio, una donna friulana si è sottoposta ad un intervento di sterilizzazione presso un ospedale ma l'intervento non è riuscito. La signora ha portato a termine la gravidanza e l'ospedale è stato condannato a risarcire sia il bambino che la madre per un importo di € 150.000,00, comprendente tra le varie voci anche il mantenimento del minore fino ad anni 23.

Allegati:
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Risarcimento del danno patrimoniale per chi ha subito pregiudizio della pubblicazione non automatica della propria immagine - Cass., 6 maggio 2010, n. 10957

06/05/2010

 

Sentenza recente della Cassazione che ribadisce un principio da tempo consolidato in giurisprudenza: l'illecita pubblicazione dell'immagine altrui obbliga a risarcire anche il danno patrimoniale. Questo consiste nel pregiudizio economico subito dalla vittima per effetto della pubblicazione illegittima.

 
Lavoratore demansionato: si al risarcimento di tutti i guadagni persi - Cass. sez. lav., 24 marzo 2010, n. 7046

24/03/2010

 

Risarcimento a trecentosessanta gradi per il lavoratore demansionato: il danno patrimoniale deve essere riferito ad ogni perdita di guadagno subita in seguito all'illegittima modifica delle mansioni precedentemente svolte. Perdita che può essere riscontrata utilizzando ogni elemento utile, comprese le "voci" della busta paga. Insomma, il risarcimento deve comprendere tutti i guadagni persi dal lavoratore dequalificato.

 
Padri non affidatari riabilitati in caso di abusi sessuali commessi dai figli - Vittorio Vezzetti

10/02/2010

 

Giustizia apparentemente esemplare a Milano. La Giustizia che, sempre più di rado, ci rende orgogliosi di appartenere a questo Paese. La Giustizia che tutti noi vogliamo! Il fatto: alcuni ragazzini violentano ripetutamente una dodicenne e i genitori vengono condannati a versare 450.000 euro per il danno morale causato dall´orrendo crimine. Tutti condannati. Perchè la legge, in Italia, è uguale per tutti. Lo è anche per il papà separato dal figlio violentatore, papà che aveva ottenuto dallo stesso Tribunale il diritto (dovere) di frequentare il figlio soltanto poche ore mensili. Genitore "cornuto e mazziato", diciamo noi.

 
La produzione e vendita di tabacchi è attiva e pericolosa - Cass. civ. ,sez. III, 17 dicembre 2009, n. 26516, pres. Pretti, rel. Segreto

17/12/2009

 

Un fumatore evocava in giudizio davanti al G.d.P. una compagnia produttrice di sigarette perchè fosse condannata al risarcimento dei danni derivanti dalla ingannevolezza del messaggio "light".
Il fumatore, infatti, era passato da un tipo di sigarette ad un tipo più leggero nella convinzione che fossero meno nocive al punto che egli aveva raddoppiato il consumo del prodotto.
Nel giudizio interveniva un terzo proponendo la medesima domanda.

 
Infortunio subito dal minore d'età: si al risarcimento del danno futuro - Cass., 30 settembre 2009, n. 20943

30/09/2009

 

La situazione considerata dalla Corte di Cassazione, in questa pronuncia, è quella del bambino o dell' adolescente che subisce un incidente stradale, e che, in conseguenza delle lesioni fisio-psichiche riportate, non sia in grado, poi, "da grande" di svolgere un'attività lavorativa, o di svolgerla in modo efficace e senza maggior e sforzo usurante.

 
Responsabilità civile, genitori del minore omicida, fallimento educativo - Cass., sez. III, 28 agosto 2009, n. 18804

28/08/2008

 

Se il comportamento illecito del minore vicino alla maggiore età dimostra il fallimento educativo dei genitori, gli stessi sono civilmente responsabili dei danni cagionati dal figlio.

Le responsabilità dei primi vanno, infatti, ravvisate non in un difetto di vigilanza, data l'età del figlio, ma nell'inadempimento dei doveri di educazione e di formazione della personalità del minore, in termini tali da consentirne l'equilibrato sviluppo psico-emotivo, la capacità di dominare gli istinti, il rispetto degli altri e tutto ciò in cui si estrinseca la maturità personale.

 
Licenziamento in tronco? Danno patrimoniale per la lavoratrice danneggiata - Cass. civ., sez. lavoro, 13 luglio 2009, n. 16322

13/07/2009

 

Una lavoratrice con mansioni di cuoca era stata licenziata in tronco e chiedeva a titolo di risarcimento che il datore di lavoro fosse condannato al pagamento delle differenze retributive spettanti dalla data del licenziamento a quello della sentenza.

 
La promessa del fatto del terzo non si avvera ma niente danni. Scaturiva da una clausula nulla - Cass., 10 luglio 2009, n.16305

10/07/2009

 

Occhio alle promesse che non si possono mantenere. Il padre esce dalla società e nel cedere le sue quote promette all'acquirente che farà dimettere da una società partecipata la figlia, che non è licenziabile perché si è appena sposata.

La figlia prima obbedisce, ma poi fa valere la nullità delle dimissioni in quanto non confermate davanti all'ufficio del lavoro. Risultato: la società datrice è condannata a pagare le retribuzioni dalla data delle dimissioni. Né l'azienda né l'acquirente possono però rivalersi sul padre ex articolo 1381 Cc: è vero, la promessa del fatto del terzo (vale a dire che anche la figlia uscisse dal gruppo) non si è avverata, ma la mancata verificazione non ha conseguenze risarcitorie. Come mai? La promessa scaturisce da una clausola contrattuale nulla, perché apposta per aggirare le norme imperative che, per evitare discriminazioni, vietano il licenziamento delle donne nel periodo a cavallo del matrimonio. È quanto emerge dalla sentenza 16305/09, emessa dalla prima sezione civile della Cassazione (e qui leggibile come documento correlato).

 
Casalinghe e danno patrimoniale - Cass. civ. sez. III, 19 marzo 2009, n. 6658, pres. Nanni

19/03/2009

 

La Signora V., casalinga, rimaneva coinvolta assieme al marito in un grave incidente stradale per esclusiva responsabilità di un terzo. In primo grado veniva riconosciuto il diritto al risarcimento del danno biologico e del danno morale, ma non del danno da incapacità lavorativa specifica.
La Corte d'Appello confermava integralmente la sentenza del Tribunale nonostante la copiosa giurisprudenza di legittimità alla stregua della quale il danno patito da una casalinga a seguito di infortunio rientra nell'ambito di un danno alla capacità lavorativa specifica.

 
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